Dal mondo bizantino a quello carolingio, il culto dell'arcangelo Michele si fonde con le radici stesse dell'Europa cristiana: il rapido propagarsi di tale fama, avvolta com'è nel mistero, si fa addirittura risalire ai primordi dell'evangelizzazione dopo aver già assorbito credenze e riti dal mondo orientale e dai culti pagani. Ancor più oscuro è stabilire, come dall'area mediterranea, il culto dell'Arcangelo sia arrivato fino in Normandia e per quale ragione si sia radicato così fortemente tra i Longobardi. Ma per tutti gli uomini, di qualsiasi origine, epoca e condizione, il culto micaelico rispondeva a bisogni antichissimi, trasposti in chiave cristiana attraverso precise funzioni simboliche e varie rappresentazioni iconografiche; Michele è, quindi, il pesatore e l'accompagnatore delle anime in Paradiso (di derivazione egiziana), il taumaturgo (d'ispirazione bizantina) e infine il baluardo contro il male,raffigurato con la corazza d'oro e la spada nell'atto di sconfiggere il Demonio.
 

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