Portale
Portale (particolare)
Portale (particolare)
Oculo gnomonico
Castello
A pochi chilometri dall'antica Siponto, si trova l'Abbazia di San Leonardo la cui fondazione si fa risalire al XII secolo. La chiesa, in origine, apparteneva ad un monastero agostiniano, con annesso ospizio e ospedale per i pellegrini che da qui si recavano al Santuario di Monte Sant'Angelo.
Nel 1260 la direzione del monastero fu affidata all'ordine dei Cavalieri Teutonici, sotto i quali divenne un importante centro religioso. Nel 1788 i Frati Minori furono incaricati di curare il santuario dedicandosi all'apostolato fra i pastori abruzzesi, che per diversi mesi all'anno si stabilivano nei pressi di san Leonardo con i loro greggi. Nel 1809, l'ospizio fu soppresso e le sue pertinenze vennero utilizzate per il nuovo ospedale costruito a Foggia. L'abbazia, ormai abbandonata, divenne rifugio per animali, ladri e pastori, che segnarono la sua decadenza. Solo a partire dal 1950, in seguito a diversi restauri, la chiesa è stata riaperta al culto.

Scheda artistica
Il complesso abbaziale di S. Leonardo di Siponto è organizzato attorno alla chiesa, che ne costituisce la parte più antica, e presenta anche l'ospizio per i pellegrini (1327) e i resti dei vari corpi di fabbrica del monastero (rimaneggiato sino al XVIII sec.). La chiesa, a tre navate absidate, appartiene alla tipologia, diffusa in tutta la Terra di Bari, degli edifici "a cupole in asse". Mentre la facciata principale è piuttosto spoglia, estremamente raffinata è quella settentrionale, direttamente visibile dalla strada; il prospetto, marcato da una cornice su mensole variamente scolpite, è scandito da archeggiature cieche e bellissime monofore scolpite; al centro un ricchissimo portale, (fine del XII sec.) costituito da un protiro, su grifi e leoni stilofori, entro il quale più fasce con fitti decori vegetali e zoomorfi racchiudono la lunetta con il Cristo in trono entro una mandorla tenuta da due angeli; il ciclo figurativo, strettamente connesso al tema del pellegrinaggio, rappresenta sui capitelli l'Arcangelo Michele, l'asina di Baalam e l'Adorazione dei Magi e, più in alto, San Leonardo. Nella facciata posteriore l'abside centrale reca un bel finestrone decorato e la probabile firma di uno degli autori "Guilielmus sacerdos". L'interno presenta vari capitelli scolpiti, un oculo gnomonico attraverso il quale a mezzogiorno del solstizio d'estate un ragio di sole penetra disegnando un cerchio di luce fra i due pilastri situati vicino all'ingresso laterale e, alle pareti, resti di affreschi tra cui numerosi scudi crociati; sull'altare era posto il più antico dei crocifissi lignei pugliesi (fine XII sec.), ora conservato nella Cattedrale di Manfredonia.
Tutto l'apparato decorativo della chiesa evidenzia forti analogie con Santa Maria di Pulsano e le sue dipendenze in Dalmazia, con la scultura abruzzese (San Clemente a Casauria) e con l'arte oltremontana (la facciata di Angouleme), confermando il ruolo di fecondo crocevia culturale svolto dalla Capitanata nel Medioevo.

Manfredonia
Sulle prime propaggini del Gargano, lungo il Golfo cui dà il nome, s'incontra Manfredonia, uno dei più importanti centri della Capitanata. Le sue origini risalgono al 1256, quando il re Manfredi vi fece qui trasferire gli abitanti dell'antica Siponto ed erigere, in seguito, un perimetro difensivo che verrà terminato dagli Angioini. E fu proprio intorno al Castello, dotato di una fortezza a tre torri angolari cilindriche e di una quadrata, che si strinse nei secoli il nucleo urbano di Manfredonia. Sottoposta alle rovine degli assalti e delle incursioni nemiche, la città è comunque sopravvissuta e, con essa, i suoi tanti e superbi monumenti: dalla Cattedrale, che è la ricostruzione secentesca
dell'antico duomo distrutto dai turchi, alla cappella della Maddalena, ricca di affreschi trecenteschi e incorporata nella chiesa di San Domenico. Recentemente restaurato, il Castello è inoltre sede del
Museo Archeologico nazionale del Gargano, e al suo interno si possono ammirare bronzi e ceramiche di fattura dauna oltre a numerose stele funerarie.

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