Santuario
Particolare
Chiostro
 
 
A poca distanza da San Marco in Lamis si trova il convento di San Matteo, uno dei santuari più antichi e rinomati del Gargano. Fu fondato dai Benedettini col nome di San Giovanni in Lamis, e sebbene non si conosca l'esatta data della sua edificazione, alcuni documenti già lo citano all'inizio del Millennio, riferendo che al monastero appartenevano diversi possedimenti feudali, tra i quali i territori circostanti, insieme ad altri territori sparsi per la Puglia. Nacque sicuramente come ospizio per i pellegrini che erano diretti alla grotta di San Michele a Monte Sant'Angelo, i quali facevano tappa a San Matteo per la notte o per una breve sosta spirituale.
Il convento fu in seguito dimora dei Circensi e, dal 1758, dei frati minori con il nome di San Matteo; qui infatti, fu trasportata una reliquia dell'evangelista Matteo, un dente molare, che subito divenne oggetto di devozione che parte della Puglia, ma anche del Molise, dell'Abruzzo, della Campania. Il Santo veniva invocato soprattutto in caso di malattie provocate da animali domestici; infatti l'olio che bruciava nel suo sacello si riteneva miracoloso e lo si applicava sui morsi dei cani rabbiosi.

Scheda artistica
Il convento è un possente quadrilatero immerso nel verde. Sulla facciata orientale presenta una scalinata, edificata nel 1838 per consentire un più facile accesso, mentre sul lato occidentale si apre la facciata della chiesa, costruita nel 1926 per manifestarne la presenza anche all'esterno; dal basso si può salire alla chiesa attraverso un fornice medievale, la parte meno manomessa dell'intero convento. All'interno della chiesa, sull'altare maggiore in marmi policromi, risalente al XVIII secolo, si può ammirare una statua lignea di San Matteo, del XIII secolo; in realtà si trattava di una statua raffigurante un Cristo Pantocratore che, quando nel '500 il convento cambiò nome, fu modificata e presentata ai fedeli come immagine di San Matteo.
Sulle pareti della chiesa sono visibili tracce di affreschi medievali; sono anche presenti quattro altari laterali barocchi dedicati a San Giuseppe, San Giovanni Battista, Sant'Antonio da Padova e all'Immacolata. Nell'abside è collocato un coro in legno di noce e castagno opera di intagliatori del '600 che l'hanno arricchito di braccioli zoomorfi appena abbozzati; nel centro una grande pietra permette l'accesso alla cripta, dove venivano seppelliti i frati defunti.
Nella sacrestia si possono ammirare un armadio risalente al XVII secolo e un lavabo a muro del '700.
In fondo alla chiesa si apre la Cappella delle Confessioni dalla quale parte la scala che porta alla cantoria. All'interno del convento si può visitare il chiostro medievale dove, oltre ad un elegante loggiato cinquecentesco, fa bella mostra di sé un pozzo rinascimentale di pregevole fattura, sormontato da un timpano spezzato dov'è collocata una statua di San Michele.
Uscendo dal convento si può visitare la biblioteca: conta oltre 70.000 volumi divisi in diverse sezioni, una raccolta archeologica formata da circa 300 vasi, che vanno dall'età neolitica al III secolo a.C., e da oggetti litici e fittili, che vanno dall'età paleolitica all'età del bronzo. Una raccolta di paramenti sacri, composta da oltre 500 pezzi che vanno dal XVII ai primi del XX secolo. A testimonianza della pietà popolare ci sono oltre 600
ex-voto, formati da tavolette votive che riportano le più impensabili disgrazie morali e fisiche e che rappresentano una fonte inesauribile d'informazioni sull'abbigliamento, gli attrezzi, l'allevamento, l'arredamento, relativi agli ultimi 150 anni.
E' ancora in attesa di sistemazione il Lapidarium medievale, costituito da una raccolta di frammenti scultorei risalenti ai secoli dall'XI al XVI, tutti appartenenti al santuario di San Giovanni in Lamis. Sparsi per il convento ci sono circa 100 dipinti su tela raffiguranti santi, risalenti al XVII-XIX secolo, ed una ventina di statue di legno e di pietra risalenti al XVI-XVII secolo.

Tradizioni sacre
Particolarmente suggestiva è la processione delle "fracchie", ossia enormi torce che, trainate su due ruote di ferro, illuminano il cammino dell'Addolorata la sera del venerdì Santo. L'origine di questa usanza risale al 1700, e trova riscontro in tradizioni abruzzesi qui traslate con la transumanza. Sempre a San Marco, il 21 settembre festività di san Matteo, si svolge l'annuale fiera mentre, partendo dal convento e lambendo il Monte Celano, la processione del Santo si svolge sulle pendici del monte fino al vicino Borgo Celano.

San Marco in Lamis
Situato in un'ampia conca di natura carsica, San Marco in Lamis appare certamente pittoresco e suggestivo con i suoi vicoli stretti, le case a schiera addossate le une alle altre, e il campanile romanico che troneggia sull'intero abitato. Singolare è anche il paesaggio rupestre, fatto di macchia e di pietraie, che lo incornicia totalmente.

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