Chiesa paleocristiana
Cripta: capitello
Ipogeo Capparelli
Cripta
 
Lasciata alle spalle la montagna garganica, poco fuori Manfredonia, s'incontra la Basilica di santa Maria Maggiore, ossia l'unico edificio superstite dell'antica Siponto. Il complesso comprende l'area degli scavi archeologici, la chiesa paleocristiana e, adiacente a quella che doveva esserne la facciata, la medioevale cattedrale di S. Maria articolata in una chiesa inferiore, o cripta, ed una superiore.

Scheda artistica
La chiesa paleocristiana di Siponto è stata sottoposta di recente ad indagini stratigrafiche che hanno distinto due fasi costruttive dell'edificio: la prima fase (IV-V sec.) prevedeva un impianto a tre navate con abside e pavimentazione a mosaico con decorazione bicroma in bianco e nero; della seconda fase, attribuita alla committenza del vescovo Felice (465 ca.), resta la zona presbiteriale rialzata, decorata con pavimentazione a disegni geometrici policromi.
Nella zona contigua doveva sorgere il battistero paleocristiano di S. Giovanni, sul quale venne successivamente edificata la basilica medievale, innalzata ad un livello superiore in seguito ai moti bradisismici che hanno piu' volte interessato la zona, generando un abbassamento del piano di campagna.
La basilica medievale, l'antica cattedrale della diocesi di Siponto, sorge su una cripta che, inglobando strutture piu' antiche, ne condiziono' l'insolita pianta quadrata.
L'arcivescovo Leone, in carica tra il 1023 e il 1050 ca., abbellì il nuovo edificio con splendida suppellettile liturgica eseguita dallo scultore Acceptus. L'edificio venne più volte rimaneggiato in età moderna, ma oggi si presenta come un ambiente a pianta quadrata con cupola centrale impostata su quattro pilastri, semibotti lungo i quattro lati e due absidi a ovest e sud. Le pareti perimetrali sono scandite sia all'esterno che all'interno da arcate cieche su semicolonne, racchiudenti losanghe ornamentali, tipico motivo del romanico di Capitanata, legato alla cultura islamica anche se inserita nel contesto della imperante cultura bizantina. La facciata è abbellita da un magnifico portale, con protiro ornato da cornici fogliate e leoni stilofori, e reca graffiti lasciati dai pellegrini che qui hanno sostato nel corso dei secoli.
Nell'interno sono conservati reperti provenienti dalla vicina basilica paleocristiana, tra cui frammenti di mosaici pavimentali, mentre l'altare maggiore è costituito da un imponente sarcofago paleocristiano. Nella chiesa era conservata l'icona di S. Maria, oggi custodita nella cattedrale di Manfredonia.

Manfredonia
Sulle prime propaggini del Gargano, lungo il Golfo cui dà il nome, s'incontra Manfredonia, uno dei più importanti centri della Capitanata. Le sue origini risalgono al 1256, quando il re Manfredi vi fece qui trasferire gli abitanti dell'antica Siponto ed erigere, in seguito, un perimetro difensivo che verrà terminato dagli Angioini. E fu proprio intorno al Castello, dotato di una fortezza a tre torri angolari cilindriche e di una quadrata, che si strinse nei secoli il nucleo urbano di Manfredonia. Sottoposta alle rovine degli assalti e delle incursioni nemiche, la città è comunque sopravvissuta e, con essa, i suoi tanti e superbi monumenti: dalla Cattedrale, che è la ricostruzione seicentesca dell'antico duomo distrutto dai turchi, alla cappella della Maddalena, ricca di affreschi trecenteschi e incorporata nella chiesa di San Domenico. Recentemente restaurato, il Castello è inoltre sede del Museo Archeologico nazionale del Gargano, e al suo interno si possono ammirare bronzi e ceramiche di fattura dauna oltre a numerose stele funerarie.

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